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Negli articoli precedenti ci siamo soffermati sulle principali caratteristiche dei soggetti aggressivi e passivi, due tipologie di persone molto diverse tra loro, ma che presentano al tempo stesso un tratto in comune: la mancanza di assertività.

Sviluppare un comportamento assertivo significa collocarsi esattamente a metà strada tra la passività e l’aggressività. Se sei passivo, non riuscirai mai ad esprimere le tue esigenze e i tuoi desideri. Se sei aggressivo, risulterai agli occhi di tutti un individuo cattivo e frustrato. Se invece sei assertivo, sarai in grado di esprimere le tue opinioni con vigore pur rispettando quelle degli altri, e avrai maggiori probabilità di raggiungere gli obiettivi che ti sei prefissato.

 

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Il comportamento assertivo appartiene a chi:

  1. Riesce a comunicare le proprie idee con decisione e chiarezza;
  2. È sicuro di sé;
  3. Riesce a gestire al meglio l’ansia;
  4. Afferma le proprie competenze senza prevaricare gli altri;
  5. Ha un atteggiamento amichevole, anche quando espone una critica;
  6. Non è egoista e si preoccupa anche per i bisogni altrui;
  7. Riesce a mantenere un buon livello di autocontrollo nelle situazioni difficili;
  8. È capace di rifiutare un invito o un’offerta con educazione e senza sentirsi in colpa;
  9. È in grado di fare concessioni agli altri senza sentirsi inadeguato;
  10. Riesce a risolvere i conflitti con efficacia;
  11. Esprime un desiderio senza alcun timore o vergogna;
  12. Manifesta apertamente le proprie perplessità;
  13. Accetta i complimenti e li elabora correttamente, senza sminuire o ingigantire le sue doti.

 

L’assertività non è semplicemente una forma di comunicazione efficace, bensì uno stile di vita all’insegna dell’equilibrio e del rispetto. 

 

I vantaggi della comunicazione assertiva sono veramente tanti: il principale è quello di costruire buone relazioni nella vita privata e sul posto di lavoro, senza che esista una parte dominante e un’altra sottomessa.

Solo pochi fortunati sono naturalmente assertivi dalla nascita, gli altri potranno diventarlo nel tempo attraverso l’esercizio costante e la determinazione. Per questo motivo è il caso di dire: “Assertivi non si nasce, si diventa!”

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Vorresti conoscere nel dettaglio “Le 5 Caratteristiche del Soggetto Assertivo”? Bene, eccole approfondite punto per punto. Se ti ritrovi in almeno quattro di queste caratteristiche, allora puoi tranquillamente considerarti una persona assertiva, in caso contrario dovrai iniziare quanto prima il tuo percorso di crescita personale. Non mi resta che augurarti una buona lettura!

 

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1) Riesce a costruire rapporti positivi con gli altri

Come sosteneva il poeta inglese John Donne già nel lontano 1600, “Nessun uomo è un’isola“: essere capaci di relazionarsi agli altri in maniera efficace è un tassello fondamentale per raggiungere la giusta gratificazione personale. Creare buoni rapporti sociali contribuisce a mantenere alto il proprio livello di equilibrio psico-fisico. Se ti senti bene con te stesso guardandoti allo specchio, inevitabilmente ti sentirai a tuo agio anche nei rapporti con gli altri.

L’obiettivo dello stile relazionale assertivo consiste nel creare rapporti interpersonali costruttivi e chiari, basati soprattutto sulla fiducia reciproca e sullo spirito di collaborazione. La persona assertiva prende parte alle relazioni con un atteggiamento consapevole e responsabile, tenendo conto sia delle proprie aspettative, sia di quelle dell’altro. La persona assertiva esprime liberamente le proprie emozioni e il proprio pensiero senza particolare ansia o timore, non giudica gli altri negativamente e utilizza in qualsiasi contesto una modalità espressiva trasparente e diretta.

È bene ricordare che una buona relazione ha come requisito di partenza la capacità di ascoltare l’altro, prestando attenzione e interesse a ciò che sta comunicando. Bisogna innanzitutto focalizzarsi non solo sul messaggio, ma anche sull’interpretazione corretta degli aspetti non verbali che danno significato alla parole del proprio interlocutore e ne spiegano il grado di partecipazione. Alla base della comunicazione assertiva c’è inoltre la regola di attendere il proprio turno di parola, evitando di sovrastare l’altro in modo prepotente e focalizzandosi sullo scambio anziché sullo scontro.

 

2) È competitivo nei giusti termini

Gli esseri umani apprendono attraverso l’imitazione e di conseguenza sono portati a confrontarsi con gli altri. Il confronto è una prassi positiva in molte circostanze, perché permette di immagazzinare nuove informazioni e imparare nuove cose.

La normale competizione fa parte della natura e rappresenta una condizione in cui la corsa verso il raggiungimento di un determinato obiettivo (es. posto di lavoro, premio, prima posizione in classifica) porta alcune persone alla vittoria e altre al fallimento.

Tutto cambia quando si oltrepassa lo spirito di competizione, fino a parlare di vera e propria rivalità, condizione in cui il coinvolgimento emotivo è decisamente superiore. In tal caso non c’è in ballo la semplice conquista dell’oggetto tanto conteso, ma l’intera reputazione o lo status sociale del soggetto: a questo punto la posta in gioca diventa quasi una forma di pretesto per primeggiare ad ogni costo.

Ma la competizione fa bene o fa male? Dipende. Se da una parte la sana competizione migliora le prestazioni e la motivazione individuale, dall’altra il desiderio di prevaricare crea nel lungo periodo problemi di concentrazione, disturbi d’ansia e dell’umore, inficiando sul benessere mentale degli individui.

Il soggetto assertivo sceglie la strada della competizione solo quando vuole misurare le proprie competenze o desidera raggiungere un obiettivo a cui tiene particolarmente, non di certo per mettere in difficoltà le altre persone. Comunque sia, tende a comportarsi in modo corretto e leale di fronte all’avversario.

 

3) È empatico

La comunicazione assertiva è una dimensione strettamente legata all’empatia, ovvero la capacità di mettersi nei panni degli altri con naturalezza. "Empatia" è un termine che deriva dal greco en-pathos“sentire dentro”, e indica l’abilità di calarsi nella realtà del proprio interlocutore per comprenderne punti di vista, pensieri, sentimenti e “pathos”.

È il mezzo tramite il quale le persone riescono a percepire i cambiamenti d’umore degli altri, prima osservando e ascoltando, poi cercando di entrare nella loro mente. Chi ha un’empatia ben sviluppata riesce a comprendere al meglio gli stati d’animo di una persona e a immedesimarsi in essa, anche aiutandola in qualsiasi modo possibile. 

Pensa se unissimo la fantastica sfera dell’empatia a quella dell’assertività: ne uscirebbe un concetto davvero nobile, che potremmo chiamare Assertività Empatica. Essa rappresenta la più alta evoluzione del comportamento umano, poiché ci permette di far valere il nostro punto di vista senza urtare la sensibilità degli altri e comprendendo al contempo i loro sentimenti come se fossero i nostri, in una sorta di scambio emozionale. (Ti consiglio di leggere anche: 5 Mosse Efficaci per Migliorare l’Empatia)

 

4) Ha una buona autostima

Avere una buona autostima significa valutare positivamente le proprie capacità e i propri tratti caratteriali. Questo requisito è fondamentale per ottenere successo in qualsiasi campo della vita quotidiana, sia nella sfera privata che in quella professionale.

Per molte persone, specialmente per quelle passive e aggressive, iniziare a credere in se stesse rappresenta una sfida quasi impossibile. La prima cosa da fare per aumentare la propria autostima è smettere di giudicarsi, un atto frustrante che non porta a nulla di positivo, ma che al contrario rende ancora più misera la considerazione di se stessi. Bisogna inoltre smettere di confrontarsi sempre con gli altri e cominciare a valorizzare le proprie abilità.

Il soggetto assertivo crede nelle peculiarità che lo contraddistinguono, cura il proprio aspetto fisico, impara ogni giorno nuove lezioni e definisce i propri obiettivi con precisione e concretezza.

 

5) Riesce a dire "NO" senza sentirsi in colpa

Non riesci a dire di no di fronte alle proposte altrui senza sentirti in colpa? Beh, sbagli! Dovresti renderti disponibile solo quando un compito ti riguarda personalmente o per aiutare qualcuno realmente in difficoltà, non ogni volta che ti viene chiesto un favore.

Riconosci il fatto che non puoi fare qualsiasi cosa per qualsiasi persona, perché se decidi di aiutare tutti indistintamente resterai intrappolato in queste attività e non avrai più tempo per te stesso. Non considerarti il salvatore del mondo e cerca di delimitare i tuoi confini d’azione!

La reazione più forte dopo aver detto un “no” è credere di aver deluso coloro che hanno bisogno di aiuto. Non devi pensarla così: se fossi una persona egoista, allora non faresti che pensare alle tue esigenze, senza sentirti in colpa per aver rifiutato qualche insolita richiesta.

È bene non fare tutto per forza, ma solo ciò che ci fa stare davvero bene. Il soggetto assertivo aiuta sempre gli altri quando possibile, ma senza trascurare i propri spazi vitali.

 

Conclusioni

Ora conosci “Le 5 caratteristiche del Soggetto Passivo”, “Le 5 Caratteristiche del Soggetto Aggressivo” e “Le 5 Caratteristiche del Soggetto Assertivo”.

Se appartieni alla categoria dei “non-assertivi”, non ti resta che intraprendere il giusto percorso di crescita personale e partecipare al mio prossimo corso serale dedicato proprio alla “Comunicazione Assertiva”. Scopri anche tu come:

  • Avere obiettivi chiari nella vita;
  • Saper dire di NO senza sentirti in colpa;
  • Assumerti la responsabilità di rischiare;
  • Ammettere i tuoi errori;
  • Saper ascoltare attivamente ed empaticamente gli altri;
  • Saper accettare le critiche;
  • Fare critiche costruttive;
  • Tutelare le tue idee pur accettando il punto di vista degli altri;
  • Non sentirti frustrato quando le tue aspettative restano deluse;
  • Chiedere ciò che desideri senza aver paura di un rifiuto;
  • Ricorrere all’ironia per reagire di fronte a certe situazioni. 

 

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Pensa in Grande!

Alessandro Ferrari

 

Categorie: Assertività

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