PERSONAL BRANDING: QUESTIONE DI “PERSONALITÀ” E “SPECIALIZZAZIONE”

PERSONAL BRANDING: QUESTIONE DI “PERSONALITÀ” E “SPECIALIZZAZIONE”

I cambiamenti politici, economici, sociali e culturali hanno radicalmente rivoluzionato il panorama lavorativo negli ultimi anni.

L’attuale quadro generale è davvero diverso rispetto al passato:

 Le aziende si trovano a lavorare su mercati globali, dominati da una spietata ed elevata concorrenza.

 Le figure professionali hanno conosciuto un’evoluzione verso una maggiore flessibilità, innovazione e specificità delle competenze.

 La selezione del personale aziendale non avviene più solo a livello interno, ma anche attraverso i numerosi strumenti offerti dal Web (es. Linkedin, Infojobs).

 È necessario fare networking, ampliando attivamente la propria rete di contatti sia online che offline, se non si vuole restare nell’anonimato.

 Bisogna comunicare in modo efficace, essere creativi, sviluppare una buona dose di autostima e assertività, mettere in risalto le proprie doti e peculiarità. Insomma, bisogna promuovere se stessi al meglio.

Molte persone, purtroppo, restano tuttora legate ai vecchi sistemi di reclutamento, sbagliando completamente strategia diPersonal Branding.

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Falsa illusione n.1: “Le aziende saranno sicuramente interessate al mio profilo professionale, non mi manca proprio nulla.”

Realtà n.1: Nessuno sa della tua esistenza.

Falsa illusione n.2: “Nessuno ha un curriculum completo quanto il mio. Sono laureato con il massimo dei voti in una delle migliori università italiane, ho un’esperienza ormai decennale nel ruolo di Sales Manager e parlo fluentemente tre lingue.”

Realtà n.2: Esistono migliaia di professionisti con le tue stesse conoscenze, competenze ed esperienze.

Falsa illusione n.3: “Ciò che so fare conta molto più della mia visibilità.”

Realtà n.3: Le competenze costituiscono un requisito fondamentale, ma non sono sufficienti. La visibilità è altrettanto importante.

Entrare nel mercato del lavoro senza studiare la giuste tecniche per rendersi facilmente identificabili oggi è particolarmente rischioso.

Puntare sul fatto che prima o poi le vostre competenze verranno notate o aspettare che le aziende riconoscano il vostro valore è come giocare al lotto e sperare di vincere al primo tentativo.

Un po’ difficile, non vi pare?

La visibilità serve per attirare l’attenzione dei recruiter, le competenze servono per mantenere il proprio posto di lavoro. La visibilità serve per attirare potenziali clienti, le competenze per conquistarli e fidelizzarli.

Visibilità e competenze devono andare di pari passo nel “sistema lavoro” odierno. 

Il Fattore “Personalità”

Gli aspetti che vi differenzieranno dagli altri non devono per forza riguardare qualcosa a livello operativo o tecnico, ma magari anche la vostra interiorità.

La personalità, in fondo, è il motivo per cui un brand esiste ed è forte.

La vostra figura professionale risulterà più entusiasmante e coinvolgente se parlerete di voi, del vostro vissuto e di ciò che vi rende davvero speciali all’interno della società.

Tutti noi ricordiamo con piacere le belle storie, soprattutto quelle che riguardano la nascita di un’impresa o di un nuovo e curioso prodotto.

Ecco alcuni punti su cui è possibile fare leva in termini di self marketing:

  1. La storia professionale, cioè le vostre esperienze precedenti nei vari settori, i periodi universitari trascorsi all’estero, le vostre certificazioni, il percorso che vi ha portato a ricoprire un determinato ruolo in azienda.
  2. Lo stile di vita, cioè le vostre passioni, il modo in cui vi vestite, cosa fate nel tempo libero.
  3. Il sistema di valori, cioè le vostre idee e i vostri principi in ambito professionale, le vostre vision e mission. Credete nell’uguaglianza sociale e nelle pari opportunità o nel rispetto ferreo delle regole e nella leadership? Ognuno di noi ha una propria etica, un disegno chiaro circa l’avvenire.

La strategia vincente, dunque, è quella di sviscerare le proprie caratteristiche personali con enfasi, fantasia e trasporto emotivo.

Il Fattore “Specializzazione”

Il mondo conta milioni di brand, pronti a combattere per primeggiare nell’ambito in cui operano.

Possiamo definire un brand come l’insieme dei pensieri e delle percezioni che i consumatori hanno rispetto a determinati prodotti/servizi o attività commerciali. 

Creare un brand significa definire con cura un’immagine, costruire relazioni solide con gli interlocutori di riferimento, dar vita a simboli memorabili e raccontare storie in cui la gente si possa riconoscere giorno dopo giorno.

Il Personal Branding, quindi, è una forma di comunicazione attraverso la quale si definiscono i propri punti di forza, ciò che contraddistingue ognuno di noi dagli altri, grazie a un’identità del tutto originale.  

Agire in tal senso non è così immediato, me ne rendo conto, per via delle numerose abilità richieste, ma i risultati finali ripagheranno ogni sforzo iniziale, credetemi. 🙂

Se il vostro obiettivo è quello trasmettere un reale valore di esclusività alle persone o alle aziende con cui siete in contatto, dovete imparare a fare la differenza, evitando di confondervi con la massa.

La chiave per il successo è distinguersi dalla concorrenza puntando su un elemento che sia prima di tutto particolare.

Avete vinto un premio? Avete partecipato a qualche evento straordinario? Avete un talento nascosto? Praticate uno sport insolito? Beh, allora è il caso di farlo presente!

Specializzare la propria offerta, infatti, è uno dei modi migliori per emergere e ottenere vantaggi.

In un contesto dove la parola d’ordine è “espandersi”, è consigliabile muoversi in senso opposto, restringendo il proprio focus su quello che si è più bravi a fare.

Si tratta di un processo di semplificazione in linea con il funzionamento della nostra mente: se associamo un marchio a tanti tipi di prodotti tendiamo a fare confusione, se lo associamo a un’unica categoria merceologica tutto risulta più riconoscibile e impattante.

Algida, Findus, Svelto e Mentadent sono immediatamente riconducibili ai rispettivi prodotti, ma nessuno sa che appartengono alla stessa multinazionale, la Unilever.

Bene, voi dovrete sfruttare un meccanismo simile, perché anche il vostro posizionamento non deve essere generico e approssimativo.

La specializzazione vi offrirà diversi vantaggi:

  1. Lavorerete con maggior efficienza su progetti di una determinata area, maturando competenze dettagliate in un campo specifico.
  2. Verrete ricordati più facilmente e associati a una determinata esigenza di mercato.
  3. Più vi focalizzerete su una determinata area, più verrete considerati come esperti dalle aziende e dai vostri interlocutori.
  4. Se credete nella specializzazione che avete scelto, trasmetterete in modo spontaneo passione e positività, elementi ormai dimenticati nel mondo del lavoro.
  5. Potrete ottimizzare le vostre azioni di “marketing & comunicazione” risparmiando tempo e denaro.
  6. Sarà più semplice comunicare ciò che sapete realmente fare.

È praticamente impossibile piacere a tutti, per questo vi suggerisco di rivolgere la vostra attenzione a un target di riferimento circoscritto.

Conclusioni

Che cosa sai fare? Come lo sai fare? Quali benefici puoi portare a un’azienda? Perché dovrebbe sceglierti?

Creare una Brand Identity forte significa non solo comunicare in modo efficace le proprie conoscenze e competenze tecniche, ma anche lavorare sulla propria immagine affinché risulti fin da subito positiva e interessante agli occhi degli altri.

Promuovere se stessi è questione di personalità e specializzazione.

Promuovere se stessi è fare della visibilità il proprio cavallo di battaglia.

Bene, come ti è sembrato l’articolo di oggi? Spero interessante e allo stesso tempo utile!

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Pensa in Grande!

Alessandro Ferrari


Author: Alessandro Ferrari

Autore, Imprenditore e Formatore esperto in Comunicazione, Tecniche di Vendita e Inbound Marketing.

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