PERSONAL BRANDING: GOOGLE PARLA DI TE E NON DIMENTICA NIENTE

PERSONAL BRANDING: GOOGLE PARLA DI TE E NON DIMENTICA NIENTE

Hai visto cosa dice Google di te?

Prova a digitare il tuo nome e guarda i risultati. Google parla sempre di noi e non lascia nulla al caso. Amici, colleghi, datori di lavoro e clienti (o potenziali clienti) utilizzano sempre più spesso le ricerche on-line come strumento per trovare notizie su persone, aziende e prodotti.

CHE COSA SI DICE DI TE O DELLA TUA AZIENDA SU GOOGLE?

Ti spiego subito perché è importante saperlo!

Sono stato definito il primo Brand Coach italiano e molte persone mi chiedono: Qual è il significato esatto di Personal Branding?”

Per farmi capire cito un articolo che Seth Goding, uno dei maggiori esperti di marketing al mondo, ha recentemente pubblicato sul suo blog. Una sua amica, avendo bisogno di una collaboratrice domestica, ha pubblicato un annuncio su una testata on-line di offerte di lavoro. Tra le tante candidature ricevute, ha selezionato tre profili e ha fatto una cosa che ormai è diventata una consuetudine nell’era del web 2.0:

Ha cercato notizie delle tre candidate su Google e questi sono stati i risultati prodotti dalla ricerca:

1. La prima candidata aveva una pagina su MySpace e andando a sbirciare nel suo profilo, ha trovato alcune foto che la immortalavano mentre tracannava un barile di birra. Tra i suoi hobby indicava anche il “binge drinking”, l’orrenda moda del “bere fino a stordirsi”, purtroppo sempre più diffusa anche in Italia.

2. Digitando il nome della seconda candidata, Google ha proposto come primo risultato della ricerca il suo fantastico blog personale. In uno dei suoi più recenti articoli, raccontava che ultimamente si era stancata di rispondere a richieste di lavori umili, confidando di volerli evitare o lasciar perdere quanto prima.

3. E la terza candidata? Digitando il suo nome, apparvero diverse foto abbastanza discutibili che la vedevano in pose hard.

Secondo voi chi ha assunto? Nessuna delle tre, ovviamente!

Quello che forse molte persone non tengono in considerazione è che Google non dimentica proprio niente e tiene traccia di tutto. 

Sono sempre più numerose le persone che cercano informazioni in rete su professionisti e aziende: 

Responsabili del personale e “cacciatori di teste”

Ormai quasi tutti, prima di un colloquio di assunzione, cercano in rete informazioni sui candidati utilizzando Google, Facebook, Linkedin, Twitter, e molti di questi, vengono eliminati alla fonte proprio per le informazioni negative che li riguardano. Negli ultimi anni moltissime persone hanno perso il lavoro per articoli, commenti infelici o contenuti imbarazzanti pubblicati su qualche social network.

Potenziali clienti

Sarà capitato anche a voi di aver cercato in Internet opinioni su consulenti, prodotti/servizi o aziende prima di fare un acquisto o richiedere un preventivo.

Futuri colleghi

Per saperne di più su un nuovo collega, magari prima di partecipare a una riunione, sono sempre più frequenti le ricerche di news al riguardo. La prima impressione è quella che conta anche in ambito professionale!

Capisci ora quanto sia importante riuscire a comunicare e valorizzare in modo coerente la propria immagine sul web?

Fare Personal Branding significa proprio questo. Le stesse dinamiche si verificano anche nel business, dove si parla per l’appunto di “Corporate Branding”. Tutti sono imprenditori di se stessi – oltre che presidenti, amministratori delegati e direttori marketing – titolari di un’azienda chiamata “IO S.p.A.” Comprendere a fondo questi meccanismi offre l’opportunità di valorizzare al meglio la propria immagine individuale, ma anche quella della propria azienda e dei propri marchi. 

Avere una corretta strategia diPersonal Brandingserve a tutti e in modo particolare a:

 imprenditori, politici, liberi professionisti, scrittori, artisti, musicisti, medici, avvocati, personaggi dello spettacolo e dello sport.

 ma anche a tutti coloro che, con la loro immagine, rappresentano un’azienda, un’istituzione o un’associazione.

 chi sta cercando un lavoro, a chi vuole cambiarlo o a chi vuole semplicemente fare carriera all’interno della propria organizzazione.

Insomma, questa attività di self marketing è davvero utile a tutti.

Una considerazione particolare va fatta per le aziende e per i loro prodotti/servizi. Oggi, come dico spesso anche durante i miei workshop, sono sempre meno le aziende a proporsi e sempre più i consumatori a scegliere da chi acquistare.

Non è vero che oggi vendere è più difficile, è solo diverso, profondamente diverso rispetto a qualche anno fa. Questa evoluzione è dovuta soprattutto all’avvento del web, di cui fa parte anche il complesso mondo di Google.

Oggi i consumatori sono più esigenti, più informati e difficilmente influenzabili.

Mentre negli anni ’80 e ’90 i protagonisti delle vendite erano le aziende che riuscivano a influenzare pesantemente i consumatori con le loro “massicce” campagne pubblicitarie (advertising), oggi, invece, sono i concumatori a farla da padrone. 

Molte persone prima di acquistare un prodotto o prima di consultare un professionista, cercano in rete informazioni e fanno tesoro di eventuali opinioni espresse da altri clienti che, prima di loro, hanno avuto a che fare con quei prodotti o professionisti.

Spesso, pur non conoscendo minimamente le persone che hanno scritto determinate “recensioni”, le prendono per buone e questo influenza pesantemente le loro decisioni di acquisto, nel bene e nel male. Nel settore del largo consumo, oltre il 70% delle motivazioni che portano all’acquisto (o di non acquisto) di un prodotto o servizio, sono di carattere emozionale. Lo stesso accade per le persone.

È dimostrato infatti, che l’emozione attiva il cervello tremila volte più rapidamente del pensiero “razionale” e, studiando i comportamenti dei consumatori, si è scoperto che chi fa acquisti è disposto a pagare fino al 200% in più quando le sue decisioni sono basate su aspetti emozionali anziché razionali.

Il Personal Branding opera proprio sulle emozioni delle persone e sulla loro percezione dei brand.

Tutti noi promuoviamo noi stessi in ogni istante della nostra vita, anche se, nella maggior parte dei casi, lo facciamo inconsapevolmente.

In ogni caso, lasciamo sempre una certa impressione sugli altri in ogni nostra interazione sociale. Il problema non è quindi se fare o non fare self branding, semmai come farlo in modo efficace.

Utilizzare al meglio il proprio brand personale, significa riuscire a valorizzarsi sempre in modo coerente, corretto e veritiero. Non dobbiamo mai “venderci” per ciò che non siamo veramente, e questo vale anche per i nostri prodotti.

Sincerità, trasparenza e rispetto delle altrui esigenze costituiscono la base di una vincente strategia di Personal Branding. Le bugie hanno le gambe corte, e sul web, le gambe sono ancora più corte. Parola di Google! 🙂

Il Personal Branding è l’arte di costruire il proprio brand, la propria marca personale. Valorizzare se stessi in modo autentico e sincero facendo “marketing di se stessi”.

Ecco alcuni suggerimenti pratici per impostare una strategia vincente di Personal Branding:

  1. Valorizza le tue passioni, cercando di esprimerle al meglio;
  2. Non chiederti come gli altri possono aiutare te, chiediti come tu puoi aiutare gli altri;
  3. Rifletti su cosa ti rende davvero unico e rendi le tue competenze esclusive.
  4. Domandati perché le persone dovrebbero scegliere tuoi prodotti/servizi, e non quelli della concorrenza;
  5. Individua il tuo reale valore aggiunto nel settore che ti rappresenta;
  6. Cerca su Google tutte le informazioni che ti riguardano e fanne tesoro per migliorare la tua brand reputation.

CONCLUSIONI

Spero con questo articolo di averti fornito interessanti spunti di riflessione, ma soprattutto pratici suggerimenti per iniziare a lavorare sulla tua immagine personale o aziendale.

Pensa in Grande!

Alessandro Ferrari


Author: Alessandro FerrariAutore, Imprenditore e Formatore esperto in Comunicazione, Tecniche di Vendita e Inbound Marketing.

1 commento su “PERSONAL BRANDING: GOOGLE PARLA DI TE E NON DIMENTICA NIENTE

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