I 5 Assiomi della Comunicazione Umana

I 5 Assiomi della Comunicazione Umana

La comunicazione è sempre stata un aspetto cruciale della relazioni umane, ma non è mai cambiata così tanto come oggi.

Per capire meglio come si evolve questa dinamica, approfondiamo quelli che sono noti come “i Cinque assiomi della Comunicazione Umana” o principi di base che costituiscono le fondamenta della comunicazione umana:

  • La preferenza del tono di voce (discendenza del tono),
  • La direzionalità dello sguardo/il livello di comfort del contatto che ci dice se qualcuno si sente minacciato quando i suoi occhi vengono evitati;
  • Gli indizi non verbali come le fluttuazioni della temperatura della pelle durante le situazioni di stress possono aiutare a stabilire un rapporto tra due individui che potrebbero non conoscersi molto bene

Comunicazione aziendale, Linguaggio del Corpo, comunicazione sociale, comunicazione politica, comunicazione istituzionale…

I 5 Assiomi della Comunicazione Umana

La comunicazione è una parte essenziale della nostra vita: tutti noi abbiamo bisogno di relazionarci e di essere in grado di comunicare efficacemente con il mondo che ci circonda.

Il termine “comunicazione” – dal latino “com”, cioè “con”, e “munire”, cioè “legare” – indica principalmente una serie di fenomeni che comportano il trasferimento di informazioni.

Nel suo significato originale, comunicare significa “mettere in comune”, cioè condividere pensieri, opinioni, esperienze, sensazioni e sentimenti con gli altri.

Pensa a una volta in cui stavi parlando con qualcuno e ti è sembrato che non stesse davvero ascoltando quello che stava succedendo.

Forse i suoi occhi erano puntati da un’altra parte, o forse non c’era alcun interesse per ciò che avevi programmato per la tua giornata – anche se so meglio di chiunque altro che questo può accadere a volte semplicemente per mancanza di attenzione

Non so quanto spesso le persone prestino davvero attenzione durante le conversazioni, ma in ogni caso questi casi forniscono una prova evidente del mio punto di vista precedente, che afferma:

“Ogni persona ha il proprio cerchio all’interno del quale risiede”

Scendendo nel dettaglio, è possibile individuare un’ulteriore distinzione tra:

1) COMUNICAZIONE VERBALE

Nella comunicazione verbale, usiamo le parole per esprimere ciò che abbiamo in mente. Il livello a cui questo avviene si riferisce in modo specifico e formale non solo al modo in cui si dice qualcosa, ma anche al fatto che sia stato scritto o meno; per questo motivo la Comunicazione Verbale riguarda sia la scelta delle parole sia la costruzione della frase secondo le regole grammaticali della lingua che si stai usando, sia essa Italiano, inglese, francese ecc

La comunicazione verbale (CV) utilizza un codice digitale fatto di segni arbitrari, cioè di simboli utilizzati convenzionalmente per designare una determinata parola.

2) COMUNICAZIONE NON VERBALE

La comunicazione non verbale è un aspetto cruciale del modo in cui trasmettiamo sentimenti, idee ed emozioni.

I gesti servono a mostrare ciò che la bocca non dice; la postura può rivelare la tensione del corpo o il rilassamento, a seconda che sia abbastanza disinvolta da dare per scontato che la posizione naturale della persona sia sufficiente come ritorno alla normalità (il che potrebbe non essere sempre vero), ma dovrebbe anche esserci qualcosa di esteticamente piacevole nel proprio aspetto in ogni momento, anche se si sta semplicemente camminando lungo una via del centro!

La CNV utilizza quindi prevalentemente un codice analogico, riproducendo per immagini ciò a cui fa riferimento. Molti studiosi preferiscono utilizzare il termine Linguaggio del Corpo quando parlando di CNV.

3) COMUNICAZIONE PARAVERBALE

La comunicazione paraverbale è un tipo di espressione che coinvolge la voce e le pause, le risate o il silenzio.

Può essere difficile trasmettere intenzionalmente questi messaggi per iscritto, perché sono coinvolti molti altri fattori, come il tono del suono (volume), il ritmo e i gesti del corpo, come schiarirsi la gola quando è necessario prima di continuare a dire quello che si stava dicendo in precedenza, senza perdere troppo tempo a farlo tutto in una volta

Nella scrittura possiamo fare riferimento all’uso della punteggiatura, capace di attribuire uno specifico ritmo durante la lettura. Sia il non verbale che il paraverbale inviano messaggi spesso inconsapevoli e di tipo emotivo.

Scuola di Palo Alto – I 5 Assiomi della Comunicazione Umana

Nel 1967, un gruppo di psicologi della Scuola di Palo Alto pubblicò quello che è considerato uno dei libri più importanti sulla comunicazione umana. Intitolato “Pragmatica della Comunicazione Umana“, questo volume descrive nei dettagli il modo in cui comunichiamo tra di noi e fornisce strategie per migliorare queste relazioni al fine di raggiungere il successo personale e professionale!

Nell’ormai lontano 1967, il famoso psicologo Paul Watzlawick e altri importanti esponenti della Scuola di Palo Alto pubblicarono l’esito delle loro importanti ricerche in un volume che tuttora rappresenta il principale punto di riferimento nel mondo della comunicazione interpersonale, intitolato per l’appunto “Pragmatica della comunicazione umana”.

Dagli studi del famoso psicologo Paul Watzlawick e degli altri importanti esponenti della Scuola di Palo Alto , si sono sviluppati innumerevoli revisioni e riformulazioni, alcune interessanti e altre meno, ma tutte con un filo conduttore comune: le interazioni.

Comunichiamo tutti i giorni, con qualsiasi persona, più o meno consapevolmente, attraverso parole e gesti, per descrivere fatti ed eventi, per intraprendere relazioni sociali e suscitare emozioni.

Ma che cosa sono gli assiomi? Nel linguaggio filosofico e matematico, da cui gli autori hanno attinto il termine, sono delle verità evidenti e indiscutibili alla base di numerose dimostrazioni e teoremi.

Watzlawick Paul, Beavin J. H., Jackson D. D. definiscono gli assiomi della comunicazione come proprietà tipiche della comunicazione che hanno essenziali implicazioni relazionali. Ne hanno individuati cinque. Ve li illustro di seguito:

1° Assioma della Comunicazione 

non si può non comunicare. La non-comunicazione è impossibile, perché qualsiasi comportamento comunica qualcosa di noi ed è impossibile avere un non-comportamento.

Per quanto una persona con la sua passività e i suoi silenzi trasmetta la volontà di non comunicare con un altro individuo, sta comunque inviando un messaggio, e quindi, comunica di non voler comunicare.

Qualunque cosa fai o dici, qualunque scelta o qualunque atteggiamento assumi, comunica alcuni aspetti di te stesso agli altri. La comunicazione può essere involontaria, non intenzionale, non conscia e addirittura inefficace. 

Anche l’indifferenza e l’inattività sono forme di comunicazione come le altre, poiché portano con sé comunque un significato. La domanda non è “se” una persona stia comunicando, ma “cosa” stia comunicando, anche tramite la sua apparente assenza.

Due estranei che si trovano per caso nello stesso ascensore molto probabilmente si ignoreranno ed eviteranno il dialogo, ma tale silenzio rappresenta un’interazione, alla pari di una discussione accesa.

Assioma della Comunicazione 

all’interno di ogni comunicazione si possono individuare due livelli. Il primo livello è quello del contenuto, e dice “cosa” stai comunicando; il secondo è quello della relazione, e indica il“tipo di relazione” che vuoi instaurare con la persona a cui ti rivolgi.

I messaggi che gli esseri umani si scambiano tra loro non possono essere considerati mere trasmissioni di informazioni. Oltre al contenuto oggettivo del linguaggio, ossia i dati che esso trasmette in superficie, c’è anche un aspetto che definisce la relazione stessa dei soggetti interessati. 

Per fare un esempio molto semplice, ma allo stesso tempo pratico, la frase “apri la finestra” esprime un contenuto (la richiesta di aprire la finestra) e potrebbe essere pronunciato con tono tranquillo o aggressivo, stabilendo due tipi di relazioni diverse con l’interlocutore.

In sostanza, conta “che cosa diciamo” e anche “come lo diciamo”. Ogni comunicazione comporta di fatto un aspetto di metacomunicazione che determina la relazione tra i comunicanti.

Ad esempio, un individuo che proferisce un ordine, oltre al contenuto (cioè la volontà che il destinatario del messaggio compia una determinata azione), esprime anche la relazione che intercorre tra chi comunica e chi è oggetto della comunicazione, nel caso particolare quella di superiore/subordinato.

Assioma della Comunicazione 

il flusso comunicativo è espresso secondo la punteggiatura degli eventi. A seconda della “punteggiatura” usata, cambia il significato dato alla comunicazione e alla relazione.

La comunicazione comprende diverse versioni della realtà, che si creano e modificano durante l’interazione tra più individui. Queste diverse interpretazioni dipendono dalla punteggiatura della sequenza degli eventi, ossia dal modo in cui ognuno tende a credere che l’unica versione possibile dei fatti sia la propria.

Nella vita di coppia, per esempio, il rischio è quello di osservare la situazione esclusivamente dal proprio punto di vista, usando cioè la propria punteggiatura e non riuscendo a cogliere quella dell’altro.

In particolare, nelle relazioni conflittuali può accadere che si ritenga in torto sempre e solo l’altra parte, come conseguenza di una distorta visione della punteggiatura nella relazione. 

Assioma della Comunicazione  

la comunicazione avviene attraverso i canali verbali e non verbali. Il primo utilizza modalità digitali, il secondo criteri definiti analogici. 

La comunicazione analogica si basa sulla somiglianza – detta appunto analogia – tra la comunicazione in essere e l’oggetto della comunicazione; rientrano in essa la comunicazione non verbale e l’utilizzo di immagini. Il linguaggio analogico veicola prevalentemente gli aspetti di relazione e prevede una perfetta corrispondenza tra il significato e il significante.

La comunicazione digitale, invece, riguarda l’uso delle parole, cioè dei segni usati convenzionalmente per designare qualcosa. Ciò che caratterizza questa modalità comunicativa è l’arbitrarietà tra le parole e ciò che rappresentano.

L’unione delle lettere a-l-b-e-r-o, per esempio, riproducono nella nostra mente ciò che tutti sappiamo, ovvero un albero, ma avrebbero potuto rappresentare anche una casa o una strada.

Non esiste un’analogia strutturale tra l’albero reale e la sequenza delle lettere a-l-b-e-r-o: il fatto che esso ricordi una pianta è il risultato di una convenzione fissata nella nostra lingua. 

La congruenza tra i due sistemi è un elemento a cui facciamo continuamente riferimento nel corso delle nostre interazioni con gli altri.

Se una persona afferma di essere interessata a ciò che stiamo raccontando e poi evita di guardarci negli occhi, si verifica una discrepanza tra il contenuto e la forma che mina l’esito della conversazione stessa.  

Assioma della Comunicazione  

la Scuola di Palo Alto individua due tipologie di relazioni che si possono instaurare tra individui che interagiscono tra loro, riguardanti  la posizione di leadership assunta durante la conversazione. Gli scambi comunicativi possono essere simmetrici complementari.

Si ha un’interazione simmetrica quando gli interlocutori si considerano sullo stesso piano, e quindi di pari livello: nessuno dei due sembra voler essere sottomesso dall’altro, arrivando spesso ad accesi scontri e toni aggressivi.

L’interazione complementare, al contrario, si verifica quando gli interlocutori non si considerano sullo stesso piano; ciò emerge chiaramente dai loro scambi, che pongono uno dei due in una posizione di superiorità (one-up) e l’altro in una posizione subordinata (one-down): ne sono un classico esempio le interazioni tra dipendenti e datori di lavoro, o tra genitori e figli.

È fondamentale avere chiaro in mente che le relazioni simmetriche e quelle complementari non devono essere equiparate a “buona” e “cattiva”: si tratta solo di una suddivisione che ci permette di classificare ogni interazione comunicativa in uno dei due gruppi indentificati.

CONCLUSIONI

Esistono regole universali della comunicazione.

Quando si parla o si ascolta, è importante che l’attenzione sia concentrata sull’interlocutore e su ciò che sta dicendo, prestando allo stesso tempo attenzione ai dettagli per non perdere nessun punto chiave: in questo modo potremo comprendere appieno il suo significato senza incorrere in errori di comunicazione!

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Se vuoi approfondire ti suggerisco di scaricare queste Guide gratuite:

 Coltiva Assertività ed  Empatia in 3 Mosse

I Segreti per Comunicare con Successo

I 6 Segreti del linguaggio del Corpo

Pensa in Grande!

Alessandro Ferrari

Imprenditore | Consulente Aziendale | Formatore | Autore

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7 commenti su “I 5 Assiomi della Comunicazione Umana

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  2. Roberta Rispondi

    Ottima spiegazione!
    Finalmente gli assiomi sono stati spiegati in modo chiaro ed esaustivo, grazie

  3. davide Rispondi

    Chiaro, fluente ed esaustivo. Ottimo lavoro.

    Grazie dott. Alessandro Ferrari

  4. Felice Bevere Rispondi

    Il terzo assioma non è chiaro: non viene definito il significato di “punteggiatura”.

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