GUIDA AL “PERSONAL BRANDING” EFFICACE

GUIDA AL "PERSONAL BRANDING" EFFICACE

Con la parola “brand” facciamo riferimento a qualcosa di molto concreto, come un logo o un marchio. Questi, in realtà, sono solamente semplici rappresentazioni visive utili a renderlo riconoscibile.

Il brand, però, esprime un concetto più filosofico e ha a che fare soprattutto con l’identità del prodotto/servizio da promuovere. Il brand è una descrizione sintetica di un sistema di valori.

Se vi dico Mulino Bianco, a cosa pensate?

Oltre alle bellissime confezioni color crema dei fantastici biscotti e merendine in commercio, anche agli slogan pubblicitari passati dalla TV nel corso degli anni, al concetto di tradizione rurale, all’atmosfera tipica dell’ambiente familiare, alla genuinità delle materie prime e alla condivisione di alcuni momenti della giornata come la colazione.

Bene, gli elementi appena elencati rappresentano appieno il significato di brand.

Alla base dei nostri acquisti ci sono sia considerazioni razionali che adesioni ai sistemi di valori veicolati in modo astuto dai diversi brand.

Dopo una doverosa premessa, ora vorrei addentrarmi nel tema più specifico del Personal Branding, efficace tecnica di comunicazione che vede protagonista la “promozione di se stessi” ai fini di costruire una forte Brand Identity. 

Al centro del Personal Branding non c’è esclusivamente ciò che facciamo operativamente, ma ci siamo anche noi, con le nostre peculiarità e le nostre inclinazioni individuali.

Grazie a una corretta strategia di Personal Branding potrete:

  1. Individuare i vostri obiettivi con chiarezza e comunicarli ai potenziali consumatori;
  2. Valorizzare al meglio i vostri punti di forza e le vostre competenze;
  3. Capire come aiutare davvero i vostri clienti, soddisfacendo le loro esigenze;
  4. Spiccare tra i concorrenti dello stesso settore;
  5. Avere le idee chiare sull’evoluzione della vostra attività di comunicazione;
  6. Fare marketing in modo serio, senza sentirvi venditori da quattro soldi;
  7. Identificare i problemi emergenti e risolverli nel breve periodo;
  8. Guadagnare di più vendendo alle persone giuste;
  9. Farvi trovare dai giusti clienti, quelli cioè interessati al vostro business;
  10. Creare un’immagine vincente, che rifletta adeguatamente i vostri prodotti/servizi e la vostra identità;
  11. Costruire intorno a voi una community di persone interessate alla vostra attività.

Personal-Branding-fasi.png

PRIMA FASE: La Scelta della Mission

“Perché fate quello che fate?”

Forse avete una vaga idea delle motivazioni che vi spingono all’azione, o forse non ci avete mai pensato, ma qualsiasi sia la vostra attività commerciale dovete assolutamente partire dai “perché”.

Non mi riferisco solo alle motivazioni personali che accomunano ogni essere umano, come ad esempio guadagnare di più o gestire in modo autonomo il proprio lavoro, ma in particolare a quelle ideali.

Una motivazione deve essere forte e radicata, credibile e condivisibile.

Definite con chiarezza la ragione che vi ha spinti ad aprire una partiva IVA e a correre il rischio di impresa, a tenere ogni giorno una contabilità accurata, ad avere a che fare con clienti e fornitori, a rispondere tempestivamente a e-mail e telefonate, anche dopo il normale orario d’ufficio.

In una sola parola stiamo parlando di mission.

La mission è una sorta di carburante che vi permetterà di andare avanti senza esitazioni nei momenti di maggiore difficoltà e di svolgere con impegno anche le mansioni meno entusiasmanti.

Ma che cosa c’entra questa puntualizzazione con il Personal Branding?

Beh, semplice! Stabilire nel dettaglio la vostra mission aziendale serve a incorporare nel brand la vostra esperienza di vita, i vostri valori e la vostra visione del mondo, così da renderlo più forte e suggestivo.

Ecco per voi una breve lista della mission perfetta:

  1. Spiega il motivo che vi ha spinti ad avviare un’attività come liberi professionisti;
  2. È chiara, breve e condivisibile;
  3. Si basa su un’esperienza di vita concreta;
  4. Trasmesse sempre e comunque positività, lungimiranza e voglia di migliorare nel tempo.

SECONDA FASE: La scelta del “Titolo Professionale”

Il titolo professionale è la descrizione che si inserisce su ogni curriculum, profilo Linkedin o biglietto da visita, inerente appunto alle proprie competenze lavorative.

Serve a far capire fin da subito di cosa vi occupate a grandi linee, per questo è importante che sia chiaro, semplice e comprensibile. È la prima cosa che gli altri conosceranno di voi, la sintesi delle vostre capacità e aspirazioni.

Per prima cosa dovrete verificare se la vostra è una professione codificata oppure no, cioè se appartiene o meno a determinati “ordini” o “categorie”.

Se siete commercialisti, avvocati o architetti vi consiglio di utilizzare il nome tradizionale, in modo da non confondere le persone. Magari vi sembrerà una descrizione poco originale, ma sarà sicuramente chiara a tutti.

Se poi ci tenete ad aggiungere qualcosa di personale per distinguervi come professionisti di uno specifico settore, allora è possibile scendere nel dettaglio con una descrizione complementare.

Es: Architetto specializzato in Interior Design

Es: Tecnico Commerciale per la Filiera Agroalimentare

Se esercitate una professione non inquadrata da un codice, potrete ricorrere a descrizioni più originali e fatte su misura. Una valida soluzione è cercare alcuni sinonimi che rimandino allo stesso concetto, ma con termini alternativi e innovativi.

Grazie a questo stratagemma il vostro titolo professionale si differenzierà dalla moltitudine di qualifiche tutte uguali e vi aiuterà ad emergere tra la massa.

Ecco come ho deciso di personalizzare la descrizione del mio titolo professionale su Linkedin e sul sito aziendalewww.afcformazione.it:

Profilo_Linkedin_Personal_Branding.png

Il titolo può riferirsi a voi e al vostro ruolo (es. Business Coach) o a quello che sapete fare (es. Consulenze di Marketing per PMI).

Un’altra tecnica davvero interessante consiste nell’utilizzare similitudini per descrivere il proprio titolo professionale, soprattutto alla luce della nuove figure presenti sul mercato del lavoro.

Chi ricopre il ruolo di Web Designer, per esempio, potrebbe essere definito come “sarto informatico” che imbastisce siti perfettamente su misura per i clienti. 🙂

Queste descrizioni un po’ ironiche e allo stesso tempo impattanti, vi aiuteranno ad essere ricordati dai vostri contatti.

E per quanto riguarda l’utilizzo dell’inglese? Beh, avrete sicuramente notato che su Linkedin i titoli professionali in inglese la fanno da padrone, per il semplice motivo che molte figure professionali sono state importate in Italia direttamente dagli Stati Uniti, mantenendo il loro nome d’origine.

In termini di branding può essere più o meno giusto mantenere il nome in lingua inglese.

Alcuni titoli non si prestano alla traduzione in italiano, come “Social Media Specialist”, “SEO Expert”, “SEM Specialist” e “Web Copywriter”.

Altri, invece, potrebbero essere scritti tranquillamente in italiano, a meno che non si decida di lavorare in ambito internazionale. Una Make up Artist, per intenderci, è semplicemente una truccatrice, così come un Hair Stylist non è altro che un parrucchiere.

Qualsiasi sia la vostra scelta rispetto alla descrizione del titolo professionale, ricordatevi sempre di definire chi è il destinatario della vostra comunicazione, ossia il vostro target di riferimento.

Riassumiamo in una breve lista quanto detto finora sul titolo professionale perfetto:

  1. Deve spiegare con chiarezza ciò che fai nella vita;
  2. Può servirsi in caso di necessità di termini in inglese, di sinonimi o di similitudini;
  3. Non deve superare le 2 o 3 parole.

TERZA FASE: La scelta del “Personal Slogan”

Quando dico ai partecipanti dei miei corsi o ai miei clienti che è giunto il momento di creare uno slogan personale, la notizia non viene mai accolta con grande enfasi. Spesso ricevo risposte del tipo: “Lo slogan non è indispensabile per il mio brand” o “Non voglio creare un tormentone come accade nelle pubblicità televisive”.

Lo slogan, in realtà, deve essere ideato per rafforzare ulteriormente l’identità e i valori aziendali, non per vendere i propri prodotti o servizi come tutti credono.  

Perché colpisca nel segno, ottenendo un effetto di memorizzazione immediata, deve essere incisivo, sintetico, evocativo e creativo. Molto spesso, inoltre, si avvale di accorgimenti ritmici, rime, assonanze e metafore.

Il vostro personal slogan deve contenere un messaggio utile e unico, che serva ai potenziali clienti per riconoscervi tra i concorrenti.

Magari usate già delle formule o frasi ricorrenti in linea con la vostra mission che potreste trasformare in slogan personali. Il personal slogan rappresenta l’ideale che vi guida nel vostro lavoro, ciò in cui credete fermamente e che volete comunicare al prossimo.

Volete conoscere il motto che rappresenta la mia filosofia nel business e nella vita quotidiana? Eccolo! 🙂

Conclusioni

Come vi è sembrato l’articolo di oggi sul Personal Branding? Attendo un vostro commento in merito nello spazio sottostante.

Pensa in Grande!

Alessandro Ferrari


Author: Alessandro Ferrari

Autore, Imprenditore e Formatore esperto in Comunicazione, Tecniche di Vendita e Inbound Marketing.

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