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Il termine “assertività” indica la capacità di esprimere le proprie opinioni in modo chiaro ed efficace, attraverso un atteggiamento mentale positivo nei confronti di se stessi e della vita. Essere assertivi significa farsi valere in ogni ambito relazionale, pur rispettando i punti di vista altrui.

 

Le persone “non assertive” possono essere classificate come passive o aggressive. Ai fini di migliorare il proprio stile comunicativo, quindi, è importante comprendere fin dall’inizio a quale di queste due categorie si appartiene.

Il comportamento passivo, come abbiamo già sottolineato nel precedente articolo, è tipico di chi subisce le situazioni senza opporre alcuna forma di resistenza. Il soggetto passivo, molto debole e remissivo, avverte spesso stati d’ansia accompagnati da sensi di colpa e non riesce ad esprimere adeguatamente i propri desideri. Il suo principale obiettivo è quello di ottenere il consenso degli altri, evitando qualsiasi forma di conflitto nelle relazioni di tutti i giorni.

Il comportamento aggressivo, invece, appartiene a chi impone le proprie idee agli altri come fossero le uniche valide e accettabili, seguendo il meccanismo psicologico “O pesti, o vieni pestato.”.

Il comportamento aggressivo, inoltre, è tipico di chi:

  1. Discute frequentemente con gli altri ed è fortemente critico verso tutte le azioni che non rientrano nel suo modo di vivere;
  2. Pensa che gli altri si prendano troppe libertà e debbano essere richiamati all’ordine per restare al loro posto;
  3. Si arrabbia e protesta ferocemente quando riceve un prodotto o servizio di scarsa qualità;
  4. È tendenzialmente egoista e mette sempre in primo piano le sue esigenze, calpestando quelle degli altri;
  5. È in forte competizione con tutti (nel senso negativo del termine);
  6. Mette in cattiva luce gli altri per emergere.

Resta il fatto che arroganza, cattiveria e rabbia non devono mai essere considerate in senso positivo, sia per chi le “esercita”, sia per chi è costretto a subirle. Questo è il modus operandi dell'assertività.

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Mi rendo conto non sia così semplice identificarsi perfettamente in una delle categorie appena descritte, proprio perché i comportamenti umani variano a seconda del contesto di rifermento e del tipo di persone con cui ci si rapporta nella quotidianità.

Oggi vorrei aiutarti a capire meglio te stesso, analizzando nel dettaglio “i 5 tratti caratteristici” del soggetto aggressivo. Qualora riscontrassi delle similitudini con quanto descritto di seguito, allora sarà il caso di iniziare un percorso di crescita personale verso un comportamento più assertivo. 

 

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1. HA UNA MENTALITÀ CHIUSA

Un soggetto aggressivo è convinto che solo il suo modo di pensare sia giusto. Scelte di vita o abitudini fuori dai suoi schemi mentali sono inaccettabili e quindi attaccabili.

Dietro questo comportamento spesso si nasconde una personalità debole: le persone aggressive sono sempre pronte a combattere con il coltello tra i denti solo per una questione di difesa. Esse, infatti, hanno paura della diversità e sono disposte a tutto pur di mantenere illesa la loro posizione all’interno della società.

Le persone aggressive tendono inoltre a isolarsi dagli altri, poiché incapaci di relazionarsi correttamente secondo gli standard del rispetto reciproco e dell’equità. A volte si sentono in colpa per i loro scatti d’ira, tanto da chiedere scusa dopo aver superato il limite della maleducazione.

Nonostante il loro intento di mostrare una forte autostima, nutrono il forte bisogno di avere l’approvazione di chi le circonda.

Non dimenticare che chi ha una mentalità chiusa perde molte occasioni per migliorare la propria vita sociale.

 

2. VUOLE IMPORRE LE SUE REGOLE A TUTTI

Imporre agli altri le proprie credenze, prevaricando a tutti i costi, è un altro dei tratti distintivi dei soggetti aggressivi. Le persone aggressive considerano le relazioni sociali secondo un approccio mentale del tipo “win-lose”. “Io devo vincere, tu devi perdere”, “Io ho ragione, tu torto”, “Io devo parlare, tu devi tacere”, “Io sono vero, tu sei falso.”

Alla base di un simile atteggiamento vi sono diverse convinzioni di fondo riguardo alla propria posizione esistenziale, un aspetto decisivo della propria personalità che identifica il modo di porsi nei confronti degli altri e della vita. Ma se si affronta la questione in quest’ottica, sminuendo l’interlocutore e attribuendogli inconsciamente il ruolo di perdente, non si riuscirà mai ad avviare, costruire e mantenere una relazione di reciproca tolleranza.

Il soggetto aggressivo non è per niente flessibile: quando le discussioni seguono le sue regole e la sua concezione di ordine tutto sembra andare per il meglio, nel caso opposto la sua rabbia prende il sopravvento e la situazione gli sfugge di mano.

 

3. CRITICA IL LAVORO DEGLI ALTRI

Partiamo da questo presupposto: l’essere umano è portato a criticare per sua natura. Quando vediamo qualcosa che non ci piace o non rispecchia i nostri valori, abbiamo subito pronta una critica, o sbaglio?

Chi si dedica a criticare gli altri cerca semplicemente di distrarre la propria mente dal disagio esistenziale che vive ogni giorno: critica gli altri per evitare di criticare se stesso.

A questa categoria appartengono soprattutto i “perfettini”, cioè quelle persone che pensano di essere le uniche a svolgere un compito in modo adeguato, criticando spesso il lavoro altrui.

La differenza tra l’assertivo e l’aggressivo sta nel modo di comunicare eventuali disappunti: il soggetto assertivo cercherà di centrare il problema e focalizzare l’attenzione sulle possibili soluzioni, mentre il soggetto aggressivo si concentrerà sugli errori delle persone puntando loro il dito contro.

Dedica più tempo a migliorare te stesso, i rapporti con gli altri e l’ambiente in cui vivi. Ne trarrai benefici per due motivi: manterrai un atteggiamento sano nei confronti della vita e insegnerai agli altri attraverso l’esempio.

 

4. NON È EMPATICO 

Essere empatici significa mettersi nei panni degli altri, intuire - ancora prima di capire - i loro sentimenti e i loro stati d’animo. Grazie all’empatia condividiamo il dolore di un’altra persona e ci mettiamo in moto per aiutarla a superare i momenti di difficoltà. Una simile abilità è davvero preziosa in ambito relazionale, peccato non appartenga minimamente ai soggetti aggressivi.

Essi, al contrario, tendono a manifestare atteggiamenti e comportamenti egoistici: pensano solo a se stessi, non preoccupandosi in alcun modo di urtare la sensibilità delle persone con cui si interfacciano quotidianamente.

L’aggressivo non è affatto empatico e vede le altre persone come nemici da sconfiggere o da cui difendersi per evitare di farsi sconfiggere.

 

5. È TROPPO COMPETITIVO 

Il soggetto aggressivo ha un eccessivo spirito competitivo, poiché non riesce a sopportare l’idea di essere inferiore ai suoi antagonisti e non contempla l’eventualità di essere dominato da qualcuno che ritiene temibile. Il suo scopo, dunque, sarà sempre quello di mostrarsi superiore agli altri, o comunque di apparire agli occhi di tutti il più forte.

A livello psicologico un po’ di sana competizione può fungere da stimolo, ma quando supera il limite della normalità induce gli individui a pretendere sempre di più da se stessi, con un carico di stress molto pesante da sopportare. Se lasciassimo più spazio alla collaborazione, e meno alla competizione, i benefici sarebbero certamente numerosi, sia nella sfera privata che in quella lavorativa.  

 

Conclusioni

Il soggetto aggressivo è concentrato sui propri bisogni e non bada alla dignità di coloro che gli stanno attorno. Per tutelare se stesso utilizza qualsiasi mezzo disponibile, anche se violento, illecito e distruttivo nei confronti degli altri.

Bene, è giunto il momento di lasciarsi alle spalle tutta la negatività del comportamento aggressivo, per volgere uno sguardo più consapevole al fantastico mondo della Comunicazione Assertiva

L’assertiva getta le sue radici nel rispetto reciproco, nell’onesta e nella libertà d’espressione: ecco il motivo per cui si rivela il miglior strumento di interazione esistente. 

 

Ora non ti resta che partecipa al mio prossimo corso serale e scoprire come:

  • Avere obiettivi chiari nella vita;
  • Saper dire di NO senza sentirti in colpa;
  • Assumerti la responsabilità di rischiare;
  • Ammettere i tuoi errori;
  • Saper ascoltare attivamente ed empaticamente gli altri;
  • Saper accettare le critiche;
  • Fare critiche costruttive;
  • Tutelare le tue idee pur accettando il punto di vista degli altri;
  • Non sentirti frustrato quando le tue aspettative restano deluse;
  • Chiedere ciò che desideri senza aver paura di un rifiuto;
  • Ricorrere all’ironia per reagire di fronte a certe situazioni. 

 

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Pensa in Grande!

Alessandro Ferrari

 

Categorie: Assertività

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